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martedì 17 giugno 2014

VENDOLA INTERROGATO A LECCE PER DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DELL'EX PM DIGERONIMO .


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LECCE – “Sono tranquillo di quello che ho spiegato”. Così il presidente della Regione, Nichi Vendola, al termine dell’interrogatorio a cui è stato sottoposto dal sostituto procuratore di Lecce Carmen Ruggiero.
È stato proprio Vendola, nelle scorse settimane, a chiedere di essere interrogato al fine di chiarire la propria posizione in relazione all’accusa di diffamazione aggravata a carico dell’ex pm di Bari Desiree Digeronimo. La contestazione gli è stata mossa nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari firmato dal procuratore Cataldo Motta e dal sostituto Ruggiero e notificato qualche mese fa.
L’inchiesta scaturisce degli accertamenti nati in seguito l’archiviazione delle accuse mosse nei confronti del gip di Bari Susanna De Felice, accusata dalla Digeronimo e dal collega Francesco Bretone di avere assolto Vendola anche in virtù della sua amicizia con la sorella Patrizia. All’esito delle indagini preliminari svolte a dagli inquirenti salentini, le accuse a carico della De Felice sono risultate infondate ed è stata chiesta l’archiviazione, poi disposta dal gip Alcide Maritati.
Successivamente la Digeronimo è stata iscritta nel registro degli indagati per due ipotesi di calunnia, una carico della De Felice (insieme a Bretone) e l’altra a carico di Patrizia Vendola, sorella del governatore.
Anche Nichi Vendola è stato, a sua volta, indagato per diffamazione nei confronti della Digeronimo, perché ha detto “lei mi ha perseguitato” nel corso di una trasmissione di Radio24. Il presidente, al termine dell’interrogatorio durato circa un’ora, si è recato dal procuratore Motta per un breve saluto.
fonte: ilpaesenuovo.it

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