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domenica 12 ottobre 2014

DONATORI DI SANGUE, MA DISCRIMINATI ALL'OSPEDALE PERCHÉ OMOSESSUALI.

Bagarre nell’ospedale Galatina, “Noi donatori di sangue ‘diversi’ perchè gay”

Momenti di tensione in ospedale, tanto da richiedere l'intervento dei carabinieri. Mellone si scusa a nome della Asl: "Atto di discriminazione che non può essere accettato"
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GALATINA- “Ci è stato negato un diritto”. Parla uno dei ragazzi gay che ieri si sono presentati all’ospedale di Galatina per donare il sangue ma si sono visti rispondere picche perché omosessuali. I prelievi sono stati possibili solo dopo l’intervento dei carabinieri. La Asl ha già chiesto scusa. La normativa italiana, lo ricordiamo, non impedisce le donazioni di sangue ai gay, ma le vieta solo nei casi di comportamenti sessuali a rischio, che vanno valutati, dunque, caso per caso.
rder: 0px; margin: 0px 0px 20px; padding: 0px; text-align: -webkit-auto; vertical-align: baseline;"> E, invece, questo  non è accaduto nell’ospedale di Galatina. “Voi non potete donare il sangue”. E’ la risposta che hanno ricevuto ieri mattina i due ragazzi che sono presentati presso il reparto Immuno-Trasfusionale del Santa Caterina Novella.

sabato 11 ottobre 2014

SANITA' SBANDATA. CINQUE MESI PER UN'ELETTROMIOGRAFIA, MA SE PAGA 80 EURO SI FA IN DUE GIORNI. IL PAZIENTE VA SU TUTTE LE FURIE E SFOGA IL SUO DISAPPUNTO IN TELEVISIONE.



La notizia è di questi giorni e si riferisce al servizio andato in onda su Tr News giovedì 9 ottobre, nel quale il direttore ha ospitato lo «sfogo» di un telespettatore che ha bollato come «schifo» il servizio Alpi, a pagamento, della Asl.
Il telespettatore inorridisce di fronte alla possibilità offerta a una fetta di cittadini, i quali preferiscono (ma a volte sono costretti) pagare un ticket all’Alpi, all’ attività libero-professionale intramoenia, dei medici specialisti, piuttosto che attendere il proprio turno nelle liste di attesa del Cup.
Temo che questo signore non conosca il sistema Alpi e protesta contro tutto e tutti. Qualcuno deve pur spiegargli come funziona la sanità, anche perché egli stesso ha chiesto di «fare chiarezza su questo schifo». Non mi pare giusto andare in televisione, sparare a zero contro un sistema che non si conosce, sollevare il polverone e magari ottenere alla fine il proprio ristoro.


Vorrei dire all’«indignato» che non ci vedo niente di «assurdo» nellamission di Alpi. Anzi. L’assurdità c’era prima che il ministero si decidesse a «cancellare» la vergogna (questa sì), dei medici che ricevevano i clienti nel proprio studio, fino all’anno scorso, a suon di centinaia di euro. Il più delle volte senza uno straccio di ricevuta e utilizzando l’infermiera dell’ospedale.
Oggi il sistema non è perfetto ma controlla tutti gli 800 medici Asl e regolamenta le parcelle e la ripartizione degli utili.

mercoledì 1 ottobre 2014

22/06/2010, COME TI "S(VENDO-LA) PUGLIA.

OGNI TANTO QUALCHE DOCUMENTO RISERVATO CHE RIGUARDA VENDOLA VIENE FUORI, ECCO UNA MAIL SPEDITA DA GIROLAMO ARCHINA' DELL'ILVA A LUIGI CAPOGROSSO SEMPRE DELL'ILVA CON LA QUALE IL PRIMO SPIEGA AL SECONDO ABBASTANZA CHIARAMENTE LA POSIZIONE DI VENDOLA SULLA VICENDA DEL SIDERURGICO TARANTINO. IN PARTICOLARE "VENDOLA" RAPPRESENTATO DAL SUO CAPO DI GABINETTO "MANNA", IN QUANTO ASSENTE GIUSTIFICATO PER UN VIAGGIO IN CINA, MANDA A DIRE ALL'ARPA CHE "COSI' COM'E' NON SERVE, CHE HANNO ROTTO E CHE POSSO ANDARE A CASA TUTTI". POI ARCHINA' COMUNICA A

venerdì 19 settembre 2014

ASL LECCE: GARANTITE ENTRO 72 ORE (3 GIORNI) LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE URGENTI.




Prescrizione e prenotazione, secondo criteri di priorità, delle prestazioni specialistiche ambulatoriali
La ASL Le garantisce l'esecuzione di prestazioni e visite specialistiche ambulatoriali in tempi certi.
Il Medico prescrittore, in base alle necessità rilevate, segnala sulla ricetta il "codice priorità" con uno dei seguenti valori:

giovedì 11 settembre 2014

ASL LECCE: BILANCIO A RISCHIO NONOSTANTE GLI UTILI. I REVISORI NON APPROVANO.


Parere non favorevole dei revisori dei conti al bilancio della Asl di Lecce, a rischi bocciatura. Contestate somme per 14 milioni di euro. Calano le spese per personale e farmaci, aumentano quelle per protesi e ausili


LECCE - Il segno “più”, ricomparso dopo tanti anni, non è bastato a far navigare l’ultimo bilancio della Asl di Lecce in acque tranquille. Il collegio dei revisori dei conti ha espresso un “parere non favorevole” che nessuno si aspettava.

Una doccia fredda arrivata in carta bollata con incartamento trasmesso al ministero della Salute. A dover dare il definitivo disco verde o rosso dovrà essere ora la Regione Puglia: senza il suo lasciapassare non sarà possibile procedere all’approvazione del documento contabile entro il 31 dicembre. E questo, si diceva, nonostante un utile di esercizio pari a 25.774,63 euro: un risultato che avrebbe dovuto far esultare per essere riusciti a risalire la

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