La notizia è di questi giorni e si riferisce al servizio andato in onda su Tr News giovedì 9 ottobre, nel quale il direttore ha ospitato lo «sfogo» di un telespettatore che ha bollato come «schifo» il servizio Alpi, a pagamento, della Asl.
Il telespettatore inorridisce di fronte alla possibilità offerta a una fetta di cittadini, i quali preferiscono (ma a volte sono costretti) pagare un ticket all’Alpi, all’ attività libero-professionale intramoenia, dei medici specialisti, piuttosto che attendere il proprio turno nelle liste di attesa del Cup.
Temo che questo signore non conosca il sistema Alpi e protesta contro tutto e tutti. Qualcuno deve pur spiegargli come funziona la sanità, anche perché egli stesso ha chiesto di «fare chiarezza su questo schifo». Non mi pare giusto andare in televisione, sparare a zero contro un sistema che non si conosce, sollevare il polverone e magari ottenere alla fine il proprio ristoro.
Vorrei dire all’«indignato» che non ci vedo niente di «assurdo» nellamission di Alpi. Anzi. L’assurdità c’era prima che il ministero si decidesse a «cancellare» la vergogna (questa sì), dei medici che ricevevano i clienti nel proprio studio, fino all’anno scorso, a suon di centinaia di euro. Il più delle volte senza uno straccio di ricevuta e utilizzando l’infermiera dell’ospedale.
Oggi il sistema non è perfetto ma controlla tutti gli 800 medici Asl e regolamenta le parcelle e la ripartizione degli utili.
Vorrei dire all’«indignato» che non ci vedo niente di «assurdo» nellamission di Alpi. Anzi. L’assurdità c’era prima che il ministero si decidesse a «cancellare» la vergogna (questa sì), dei medici che ricevevano i clienti nel proprio studio, fino all’anno scorso, a suon di centinaia di euro. Il più delle volte senza uno straccio di ricevuta e utilizzando l’infermiera dell’ospedale.


